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Il progetto Roaster in Residence, avviato a settembre 2025, nasce per dare spazio, a rotazione, a una selezione di torrefazioni italiane al Gran Bar di Accademia, affiancando il nostro Classic Blend, la reinterpretazione Accademia dell’espresso italiano, composto da un’80% Brasile e un 20% Etiopia.
Ogni mese, uno o due roaster portano la propria visione del caffè attraverso una proposta pensata per espresso e filtro, offrendo agli ospiti la possibilità di esplorare stili, origini e approcci diversi alla tostatura.

Per il mese di gennaio, siamo felici di accogliere Nowhere Roastery, torrefazione specialty con sede a Milano.

Nowhere nasce da anni di esperienza diretta nei coffee shop, nella formazione e dietro alla tostatrice. Il loro lavoro parte da una selezione attenta di caffè dall’identità definita, resa possibile grazie a collaborazioni con importatori e partner che mettono al centro trasparenza, stagionalità e qualità, lavorando a stretto contatto con i produttori.

L’approccio alla tostatura è analitico e intenzionale: ogni profilo è sviluppato per rispettare la struttura del caffè ed esprimere origine, processo e varietà, senza imporre uno stile predefinito. Nowhere privilegia la chiarezza all’intensità, l’equilibrio all’eccesso e la costanza alle scorciatoie.
Una scelta consapevole, che si traduce in pochi caffè tostati con cura, pensati per tazze leggibili, oneste e piacevoli, sia per i professionisti sia per chi cerca semplicemente un buon caffè.

I caffè in degustazione:

Espresso

Ethiopia Esayas Beriso Boku

REGIONE: Hambela, Guji

PROCESSO: Naturale

VARIETÀ: 74158

ALTITUDINE: 2350

NOTE: fragola, pesca, mandorla

Filtro

Ethiopia Esayas Beriso Boku

REGIONE: Hambela, Guji

PROCESSO: Naturale

VARIETÀ: 74158

ALTITUDINE: 2350

NOTE: fragola, pesca, mandorla

Colombia – El Vergel by Elías & Shady Bayter

REGIONE: Tolima, Fresno

PROCESSO: Naturale, fermentazione sui lieviti

VARIETÀ: caturra rossa, caturra gialla

ALTITUDINE: 1450

NOTE: rosa, mandarino, zucchero a velo, lemongrass

Colombia – Las Perlitas

REGIONE: Huila

PROCESSO: Lavato

VARIETÀ: pink bourbon

ALTITUDINE: 1900-2300

NOTE: tè nero, rosa da tè, fiore di caffè, fave di cacao

Quanto carbonio può immagazzinare una pianta di caffè?  Viaggio nella biomassa di una piantagione rigenerativa  Quando pensiamo a una pianta di caffè, immaginiamo probabilmente un arbusto non molto alto, con bacche rosse pronte per la raccolta. Ma quello che spesso sfugge è il suo ruolo silenzioso ma potente nella cattura e immagazzinamento del carbonio e nella conservazione del suolo.  Il progetto ConSenso, realizzato nella piantagione di Utengulein Tanzania, ci offre una risposta precisa alla domanda: quanto carbonio può trattenere una pianta di caffè?  La fotosintesi: un’alleata preziosa  Attraverso la fotosintesi, le piante assorbono CO₂ e la trasformano in biomassa: radici, fusti, rami e foglie. Il carbonio si accumula in ogni fibra vegetale e resta immagazzinato nella pianta.  Nel caso del caffè, si tratta di un arbusto legnoso perenne che, se ben gestito, può contribuire significativamente al sequestro del carbonio atmosferico, specialmente se affiancato da alberi ombra e tecniche agroforestali.    I numeri di Utengule  Grazie a uno studio dettagliato condotto da PNAT e Accademia del Caffè Espresso, possiamo fare chiarezza con dati concreti. Nella piantagione di Itimba, parte di Utengule Coffee Farm, composta da:  è stato stimato un totale di 2.979,52 tonnellate di CO₂ immagazzinate.  📌 Di queste:    Biomassa sopra e sotto il suolo  Il calcolo tiene conto di due componenti: 
  1. Soprassuolo – rami e fusto 
  1. Sottosuolo – ceppo e radici principali 
Mediamente, una pianta di caffè adulta in Itimba pesa circa 4 kg (compresa la parte sotterranea). Sembra poco, ma moltiplicato per oltre 160.000 piante, il contributo diventa significativo.  E non solo: per le piante più vecchie (oltre 50 anni), la biomassa radicale rappresenta fino al 60% del totale. Ciò significa che la parte nascosta sottoterra è fondamentale per lo stoccaggio duraturo della CO₂, perché non viene rimossa durante le potature periodiche, rimanendo attiva fino a fine ciclo.    Giovani vs. veterane: chi vince?  Un dato interessante emerso dallo studio è la differenza tra piante giovani e anziane:    L’importanza della gestione  Un ruolo chiave è giocato dalla gestione agronomica: 

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